Marino: Tre indizi, un colpevole e qualche cadavere

Questa è un’indagine sui generis. Un’indagine in cui il colpevole è certo ma resta indeterminato il numero delle vittime e rimane ignoto il movente.
Sulle vicende del Sindaco di Roma Ignazio Marino, la strategia del Partito Democratico va senz’altro interamente ricondotta al suo Segretario, incidentalmente anche Presidente del Consiglio.
Ci si chiede da cosa sia originata e dove voglia portare codesta strategia.
È la panda rossa?, sono gli scontrini?, le vacanze?, i funerali di Casamonica ?

Ma davvero?

Interrogati su quali siano le reali motivazioni – sì, ma perché? – che spingono il PD a disarcionare il proprio Sindaco- umiliandolo -, per giunta al di fuori di percorsi e luoghi istituzionali – al pari del Sindaco – democraticamente eletti, come il Consiglio Comunale, balbettano:

  1. “Si è interrotto il rapporto con la città”
  2. “non sussistono più le condizioni politiche”
  3. “Il PD è già oltre la sindacatura Marino”

Indizio numero Uno: Il rapporto con la città non c’è mai stato

Con quale città si è interrotto il rapporto e, di grazia, quando? C’è mai stato? E, se sì, con chi? Prima di questo vorticoso accumularsi di cotante grottesche vicende, conoscevo poche persone che condividessero fino in fondo il programma di Marino e che esultavano di fronte alla pedonalizzazione dei Fori: ciclisti, qualche urbanista, archeologi, …
In compenso, oggi, il numero di cittadini sostenitori del Sindaco sembra aumentato. Non solo e non tanto perché dopo due anni di azione amministrativa, qualcuno inizia a capire la sensatezza dell’insano intento di voler far rispettare la legalità nella città di Roma, come unico antidoto di una cittadinanza atomizzata e frammentata tanto a livello sociale, politico ed economico, quanto a livello spaziale e urbanistico nei confronti dei cento e mille interessi particolari che la tenevano in ostaggio.

Marino sembrerebbe crescere nelle simpatie dei Romani, nonostante la batteria di fuoco sparata da ogni livello di potere nell’Italia che conta (dal Papa ai maggiorenti di Roma, passando per la Presidenza del Consiglio) o che vorrebbe contare (dal Presidente del PD e suo commissario romano all’insolitamente loquace Fabrizio Barca), che tosto si è sovrapposta ai piccoli e noti poteri che in contanti campavano nella capitale e sulle sue spalle (dai palazzinari alle famiglie del commercio ambulante organizzato, dai cattobigotti omofobi agli incarogniti campatori di risulta delle tante aziende pubbliche locali la cui missione ufficiale di erogare servizi era in realtà seconda alla prima e vera ragione sociale: il foraggiamento di un sistema imprenditoriale, di dazione di denari e di posti di lavoro, di potere e di case in affitto agevolato, di stamperie di biglietti clandestini e di arricchimenti sulla spazzatura) e sulle voci di una consistente parte di cittadini, per nulla toccata dall’azione amministrativa e che non vedeva miglioramenti nella propria vita quotidiana.
Non solo e non tanto – dicevamo – nonostante siffatti martellanti bombardamenti, ma forse è anche in virtù di questi che il romano, eterno disincantato vivente all’ombra del potere – chi amministra, amminestra -, inizia a pensare che di fronte a tanti nemici, forse Marino qualcosa di buono lo stia facendo.

Perché dunque, si sostiene che si sia interrotto il rapporto con la città, quando questo in realtà, non c’era mai stato (ma si rischia di crearlo proprio come conseguenza boomerang della citata strategia)?

Quale novità è intervenuta?

Si pensa male e si fa peccato a considerare l’inaudita giubilatura americana di Papa Francesco come una novità degna di rilievo in questo senso?

Ad ogni modo, ci si azzecca? Oppure è condizione necessaria ma non sufficiente a giustificare un tal carico di fuoco – Orfini ha evocato la bomba atomica! – sparato contro un amministratore locale nell’attuale Italia gestita ormai quasi del tutto a livello centrale, grazie al sapiente governo dei flussi finanziari e delle onde catodiche?

Indizio numero due: le condizioni politiche sono mutate

Quali sono dunque queste mutate condizioni politiche invocate dai dirigenti romani del PD quando richiesti di giustificare una linea che, nel travolgere il mandato e la figura del sindaco, porterà ad auto-immolare anche il partito da loro diretto?

C’entra o non c’entra l’allargamento della maggioranza parlamentare conseguita a livello nazionale in occasione del varo della riforma del Senato?
C’entra l’ingresso di Verdini e verdiniani in maggioranza e lo scioglimento delle componenti centriste della maggioranza di governo, in attesa di essere roganicamente inglobate nel nuovo Partito della Nazione?

renziverdiniSono queste le mutate condizioni politiche, ovvero il superamento del carattere occasionale di un governo di larghe intese fondate sul compromesso parlamentare tra uno schieramento di centro-sinistra e uno di centro-destra, in vista di un riallineamento strategico dell’asse del PD nell’area di centro, erede del posizionamento democristiano?

Roma è pur sempre la capitale d’Italia e la città sede del Vaticano. Il superamento della Seconda Repubblica, fondata sull’alternanza al governo di centro-destra e centro-sinistra, passa necessariamente per la distruzione dell’amministrazione locale capitolina?

Considerata isolatamente, la condizione non sembrerebbe necessaria e tantomeno sufficiente. Perché mai la sindacatura Marino dovrebbe essere d’ostacolo al progetto neocentrista di Renzi e Verdini?

Ma se combinata con gli interessi – quelli spirituali ma soprattutto quelli temporali – della Chiesa, potrebbe assurgere quantomeno a condizione necessaria, ancorché non sufficiente. È necessario il sigillo curiale all’operazione neo-democristiana? E nel suo prezzo c’è l’annientamento di Marino?

Indizio numero Tre: il superamento della sindacatura Marino

Il PD è già oltre. E dov’è andato?

Non è certo andato a cercare un altro candidato che possa rappresentare un polo progressista da contrapporre a un polo moderato in un’elezione diretta. Non lo è andato a cercare a Milano (ri-novella capitale morale, a dichiarazione del magistrato prestato all’azione amministrativa anticorruttela Cantone), dove quasi certamente salteranno le consultazioni primarie in favore dell’investitura dall’alto di una figura centrista, in grado di attrarre la borghesia moderata.

E non lo verrà a cercare di certo a Roma, dove peraltro, anche in seguito alla dissennata strategia harakiri, risulta dimezzato nei suoi voti potenziali .

È già oltre la sindacatura Marino significa che è già oltre la figura di un sindaco eletto dagli elettori?

Già oltre nel senso che per qualche tempo – c’è il Giubileo, poi ci sarà da approvare la riforma degli enti locali, le città metropolitane, da risolvere il pasticcio delle provincie e da riformare anche le unità regionali – Roma sarà amministrata da un commissario di nomina governativa?

Mi permetto di far notare la novità: ce lo aspetteremmo da un Governo che ha soppresso l’elezione dei consigli provinciali ma non delle Provincie? Ce lo aspetteremmo da un Governo che ha fatto abolire l’elezione diretta dei Senatori ma non il Senato? Boh?
Un po’ forse ce lo si potrebbe aspettare che, per il bene del popolo – sempre per il bene del popolo, naturalmente – si richieda che questo non intervenga nelle scelte su chi lo debba governare.

Almeno per un po’, dai su. Una volta sola: proviamo e vediamo se ti piace. Poi torniamo a farlo normalmente. E dai, su.

È qui che va il PD, verso una nuova formazione neo-centrista che governi a livello nazionale e che gestisca le articolazioni locali dello Stato come proprie emanazioni?

Tre indizi, ancora nessuna prova ma più di un cadavere

Agatha Christie sosteneva che un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza ma tre indizi fanno una prova. Ma questo non è un poliziesco, un giallo e neanche un telefilm.

agatha-christie

Naturalmente se si escludono “House of cards” – che il Presidente Renzi indica come visione consigliata per tutti i quadri del suo partito e il cui copione sembra seguire pedissequamente – Romanzo Criminale e Suburra, entrambi superati dai fatti.

Quindi tre indizi restano tre indizi. E tre giustificazioni senza contenuto restano tre forme vuote in cui ciascuno inserisce quello che meglio crede. Io ci ho messo quanto sopra.

Abbiamo un colpevole. Sappiamo chi detta l’agenda, chi formula la strategia, chi oggi fa le “telefonate da Roma” e non escludiamo l’intenzionalità dell’esecuzione.
Mentre ci esercitiamo nel cercare il movente, iniziamo a scorgere le prime vittime e lungo il fiume cinese ci passano innanzi un po’ di cadaveri:

Ignazio Marino. Forse resisterà ancora qualche settimana, forse qualche mese, i più arditi sperano ancora tre anni ma ormai la sua stella politica pare tramontata. Potrebbe ripresentarsi a testa di una lista civica, perché ci crede o “per tigna”, potrebbe anche prendere un po’ di voti, potrebbe addirittura contribuire a determinare l’elezione di un candidato piuttosto che un altro ma difficilmente riuscirà ad essere rieletto sindaco. A meno di condizioni eccezionali come quelle verificatesi a Napoli con De Magistris.

Matteo Orfini. Come sostiene Gramellini su La Stampa di oggi, “Orfini è la prova vivente dell’astuzia di Renzi, che dopo avere rottamato i vecchi del partito togliendo loro le poltrone, ora rottama i giovani e potenziali concorrenti semplicemente assegnandogliele.”

Il PD di Roma (in attesa di trovare il cadavere del PD nazionale). Non si solleverà più da questo disastro.

La democrazia rappresentativa. Non importa chi voti, importa chi vota il potere. Se voti diversamente, il potere farà in modo di vanificare il tuo voto e, al limite, di togliertene la facoltà.

Advertisements
This entry was posted in Politica, Roma and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s