Arturo

Io credo in una Internet aperta e libera. Credo che la rete sia uno strumento senza precedenti per favorire l’innovazione, la libertà d’espressione, la partecipazione dei cittadini e la trasparenza amministrativa

Arturo Di Corinto si candida alle elezioni regionali del Lazio con Sinistra Ecologia e Libertà per Zingaretti Presidente.

Saranno vent’anni che conosco Arturo. Dai tempi dell’Università, quando nelle assemblee si presentava come RanXerox (quello di Tanino Liberatore) a sparigliare i giochi dei gruppi politici più o meno organizzati, che i suoi interventi eterodossi lasciavano basiti.

L’ho reincontrato anni dopo, acuto giornalista allievo di Franco Carlini, saggista e relatore in convegni dove sosteneva posizioni ai più ignote. Aveva appena pubblicato il suo primo libro, Hacktivism. La libertà nelle maglie della rete: parlava di hacker, di etica della condivisione, di software libero e Open Source. E poi, ancora, il drammatico ed emergente tema della protezione dei dati personali, sempre più attuale e pervasivo, la governance di Internet, la libertà d’informazione.
Arturo Di Corinto è sempre stato un punto di riferimento sui temi più avanzati in materia di critica della rete; termine con cui definiamo al tempo stesso la critica del vecchio mondo immobile e sclerotizzato della burocrazia, dei monopoli, delle rendite acquisite mediante l’impiego di pratiche libertarie native nelle comunità di utenti online, e la critica alla natura ambivalente della rete stessa, perennemente sul limitare di nuove forme di concentrazione economica, nuovi modi di sfruttamento del lavoro, inediti scenari biopolitici di esproprio di forme vitali e di beni comuni.
Così gli open data devono diventare strumento di governo responsabile, efficiente, trasparente e rendicontabile ma non possono rappresentare l’ennesima occasione dei nemici della privacy per appropriarsi di dati sensibili. Occorre sviluppare una forma di governo di Internet dal basso per evitare che sia la “lex mercatoria” dei grandi operatori globali a consolidarsi come prassi o, peggio, che siano i governi e i colossi delle telecomunicazioni raccolti nell’ITU a dettare legge. Bisogna introdurre il software open source nella pubblica amministrazione, non solo per abbattere i costi di gestione, ma soprattutto per favorire lo sviluppo di imprese di software locali; in grado di personalizzare e adattare l’informatica agli specifici bisogni funzionali e democratici dello Stato.

Di Corinto

Il programma elettorale di Arturo è partecipato e aperto a proposte e contributi, a partire dal suo Manifesto per l’Innovazione, “per fare dell’innovazione un processo di cambiamento e non uno slogan”.

Il 24 e 25 febbraio alla Regione Lazio VOTA Arturo Di Corinto.

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