Google is built by a large team of engineers, designers, researchers, robots, and others..

Così inizia un messaggio destinato ad ingegneri che volessero cimentarsi con un’offerta di lavoro di Google (http://www.google.com/humans.txt).
Un’ampia squadra di ingegneri, progettisti, ricercatori, robot e altri (né umani né robot dunque: sic!).
Prosegue l’annuncio:

… in many different sites across the globe. It is updated continuously, and built with more tools and technologies than we can shake a stick at. If you’d like to help us out, see google.com/jobs.

in molte sedi nel mondo. Esso è aggiornato continuativamente e costruito con più tecnologie di quante se ne possano contare. Se volete darci una mano, date un’occhiata a google.com/jobs.

In un messaggio che ricorda un Philip Dick d’annata (ne ho viste cose che voi umani non potete neanche immaginare…), Google strizza l’occhio alla cultura nerd imbevuta di un immagnario fantascientifico e ciberpunk.

E questo è un annuncio per reclutare gli umani.

Passate invece parola a tutti i vostri amici robot, androidi, cyborg, algortimi e simili, perché ce n’è uno anche per loro: http://www.google.com/robots.txt.

Solo che quest’ultimo, come fa notare Claudio Tamborrino su Punto Informatico, è lo strumento offerto da Google ai propri utenti per bloccare i Web spider del motore di ricerca limitare così l’indicizzazione delle proprie pagine.

Come sanno tutti infatti, compresi i pinguini della Papuasia, i robot non si reclutano sul web ma si acquistano al centro commerciale, oppure si fabbricano direttamente al proprio interno, avendone le competenze.

Come sanno ancora tutti, compresi gli armadilli dalle nove fasce, mentre un robot, o un algoritmo possono essere di proprietà di qualcuno e non chiedono un salario, i lavoratori sono liberi ed appartengono solo a se stessi.

Attenzione dunque a non brevettare un ricercatore e a pagare lo stipendio a un cyborg. Perché, come si sa, è abitudine consolidata brevettare gli algoritmi e non pagare i lavoratori.

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