Gioia Tragica

Alcuni appunti sparsi trascritti a seguito della lettura del libro di Vincenzo Susca.

La polverizzazione del soggetto contemporaneo: ciascuna delle bolle sprigionate dall’humus delle reti è dotata di un codice etico ed estetico inscirtto nel sapere incorporato del gruppo. Si prestano alla prepotente riemersione di forme di fanatismo e di fondamentalismo.
La legge cede il passo alla legge del gruppo, che è tanto più stringente quanto più non scritta e incorporata com un non-detto nella comunità.
Negli aggregati sono presenti figure carismatiche che, a differenza delle altre forme di potere, sono riconosciuti come legittimi fintantoché garantiscono il coordinamento orizzontale e traspar…ente, lasciando circolare liberamente le informazioni e rispettando la religione che cementa il gruppo.
Un tipo di figura costantemente revocabile.
Nuovi modelli politici e culturali emergono dai nuovi flussi comunicativi e dalle forme di socialità emergenti. Si manifestano come tante bolle transitorie che di volta in volta decostruiscono e ricostruiscono i cotnorni della sfera pubblica istituita, nel loro andirivieni tra localismi e globalismi, tra pelle e schermo.
La cultura televisiva ha sostenuto e probabilmente condotto sino ai suoi limiti la democrazia rappresentativa di massa.
i nuovi media reticolari stanno rapidamente assumendo il ruolo che la televisione ha svolto negli ultimi cinquanta anni, rafforzando il modello politico della rappresentanza e al contempo corrompendolo in favore dell…a logica della personalizzazione e della spettacolarizzazione.
Si attualizza una condizione in cui il nostro passato, presente e futuro confluiscono inuna sola dimensione dove tutto il regno del possibile preme urgentemente su di noi per realizzarsi in concreto.
Con Facebook la socialità elettronica si spoglia definitivamente del suo statuto di pratica alternativa, controculturale o di nicchia.
La nostra vita elettronica incide in modo sempre più pronunciato su quella fisica, riversandosi sui terreni del reale.
L’immaterialità dei flussi elettronici si incarna nel corpo sociale, l’immaginario …si fa oggettivo e il cielo sciende in terra.
il gruppo è una sorta di marca che serve a vestiree i singoli profili personali determinandone l’identità e organizzandone la trama relazionale.
il singolo sperimenta la duplice prospettiva di appartenere a uno o più gruppi, senza abbandonare completamente la propria identità e di acquisire un’identità accresciuta senza smarrire il senso del gruppo.
Facebook è il reame dove sono i sensi a pensare e non il pensiero a dirigere la sensibilità.
Per ogni tribù la legge del gruppo trionfa su qualsiasi altro principio proveniente dall’esterno del proprio corpo comunitario, della propria pelle elettronica.
un ambiente ch ci interpella, in un andirivieni incessante, sia ad agire sull’altro,… sia a desiderare segretamente l’azione dell’altro su di noi, autopromouovendo la nostra persona quasi come se fosse un brand e sacrificandola sull’altare del network
Dexter spoglia il diritto della sua corteccia ideologica, ne smaschera l’ipocrisia e applica nel modo più verace e sfacciato possibile il dettame di fondo: sopprimere il male nel nome della norma.
Il serial killer è l’archetipo del tipo metropolitano che, spaesato e intimorito al cospetto di un magma incomprensibile di segni e presenze… umane a lui ignote, uccide per ridurre la complessità del mondo e analizzarlo sino in fondo.
Dominare il male e ammaestrarlo a fin di bene corrisponde allora a rinforzarlo e a intensificarne l’impatto sul mondo e la recrudescenza.
l’indifferenza dei fini di fronte al tripudio dei mezzi tecnoscientifici.
La retta via della fede, e della ragione, implica il dovere di sradicare il male, di sciogliere qualsiasi nodo, di stendere ogni piega che si frappone tra la teoria e la sua realizzazione, tra il progetto e il suo raggiungimento, tra l’ideale elaborato e la realt…à nel suo aspetto più vissuto, nell’intimo intreccio che in essa si tesse tra i corpi e l’immaginario, tra i sensi e sogni.
immagini immettono gioiosamente nel ciclo della vita i contenuti di essa più scabrosi, esprimendo l’andirivieni tra vita e morte che sostanzia la condizione esistenziale.
“le basi di una cultura possono essere rinvenute nei suoi ornamenti più futili, esercitandosi a scandagliare la rpofondità dell’effimero”
L’ambiente dei media è allo stesso tempo la nostra dimora e il nostro linguaggio.
Un reticolo dove a ogni nodo, di cui siamo allo stesso tempo tessitori e tessuti, equivale un nucleo essenziale dell’…immaginario collettivo, l’orizzonte dove il tutto si tiene.
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